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Il Benin chiama, Sant’Anna risponde!

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Il pozzo di Sant'Anna

Quaresima 2014
Sostegno missionario alla comunità di don Servais in Benin con il "progetto scuola"

Una biblioteca per dopo-scuola e una tipografia in memoria di don Gian Carlo Vacha e del diacono Sergio Di Lullo

Collegamenti
in videoconferenza
tra la parrocchia Sant’Anna e la comunità di don
Servais Sanni Yantoukoua N’Tia in Benin. Sono le 
«novità» di questa Quaresima
2014: durante la preghiera serale dei tradizionali venerdì di Quaresima ci si collega in video-streaming
con la cattedrale di Natitingou, nel nord-ovest del Benin, dove opera come viceparroco
don Servais, giovane sacerdote che si è formato presso il Seminario Maggiore di
Torino.

I parrocchiani di Sant’Anna sono in contatto costante con don Servais
che prestò servizio in questa comunità per oltre tre anni.

Insieme al parroco
don Davide Pavanello, già nel 2013, Sant’Anna devolvette il ricavato della Quaresima di Fraternità
per lo scavo di un pozzo nel villaggio di Ntansi dove la popolazione beveva
acqua stagnante mista a fango, attinta da un torrente in secca. L’abitato di
Ntansi non compare sulle carte geografiche. Qui la vita sociale è primordiale,
siamo nell’area più povera e arretrata del Benin, uno dei Paesi più poveri dell’Africa,
dove le malattie endemiche, in particolare la malaria, sono ancora molto
diffuse e colpiscono soprattutto i bambini. Il pozzo oggi è definitivamente
concluso, è stato inaugurato la scorsa settimana con la benedizione e
l’affissione di una targa che riporta la scritta in italiano e in francese: «Il
pozzo di Sant’Anna». Vi attingono il villaggio di Ntansi e quelli limitrofi
della regione di Pam Pam, in totale circa tremila persone, che fino a ieri
bevevano fango.

Durante la prima video-conferenza di quest’anno tra Sant’Anna e
il Benin i ragazzi di don Servais hanno chiesto alla parrocchia torinese di
aiutarli a studiare. Ed ecco che è subito partito il progetto per la Quaresima
di Fraternità 2014. «Sono numerosissimi i bambini e i ragazzi che non possono
permettersi di andare a scuola – spiega don Servais – l’istruzione è l’unica ‘arma’
di crescita sociale, l’unica speranza che i giovani hanno per costruirsi un
futuro nel proprio Paese, per evitare l’alternativa dell’emigrazione in Nigeria
dove i giovani vengono sfruttati e sottopagati». La formazione è essenziale
anche per contrastare credenze ancestrali legate alle religioni tradizionali
come quella dei «bambini stregone», ancora ampiamente diffusa nei villaggi: si
tratta di bambini nati podalici e dunque considerati di cattivo auspicio. Grazie
all’intervento della Chiesa locale questi bambini vengono salvati e accolti
negli orfanotrofi, nelle parrocchie, nei vescovadi attraverso un progetto che
mira a reinserirli, una volta cresciuti, nelle proprie famiglie e villaggi
dimostrando l’inconsistenza di tali credenze. Don
Servais ha già avviato 43 «adozioni» di bambini che per il momento sta formando
lui personalmente ma che necessitano di essere iscritti a scuola (in Benin per
accedere alla scuola pubblica è necessario pagare una tassa d’iscrizione).
Inoltre don Servais sta progettando una biblioteca in parrocchia che possa
essere usata sia come dopo-scuola per sostenere gli studenti nell’apprendimento,
sia per la catechesi con la presenza di libri illustrati per i più piccoli,
sussidi per i catechisti e per i giovani. «La biblioteca – spiega – sarà
intitolata con una targa e una foto al diacono Sergio Di Lullo, già
collaboratore pastorale a Sant’Anna, mancato nell’agosto 2012, mentre il ‘progetto
scuola’ sarà dedicato a don Gian Carlo Vacha, già parroco di Sant’Anna: due
esempi – sottolinea – che mi hanno aiutato in maniera decisiva a crescere nella
fede e a maturare la mia vocazione attraverso la propria testimonianza di fede
autentica e dedizione totale, umile e generosa, valori che intendo far fruttare
nel mio ministero tra la mia gente». All’incontro di preghiera in collegamento
video di venerdì 28 marzo interverrà anche il nuovo Vescovo di Natitingou mons.
Antoine Sabi Bio, nominato il 13 marzo da Papa Francesco, già parroco della
comunità di don Servais. Mons. Antoine è uno dei bambini stregone, fu salvato dalla
Chiesa locale, oggi è vescovo. Porterà dunque la sua testimonianza oltre al
ringraziamento alle comunità di Sant’Anna e di Natitingou per aver costruito un
ponte di solidarietà e fraternità.

Stefano
DI LULLO

Articolo tratto da "La Voce del Popolo" del 30 marzo 2014

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